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DSC04625 (2) - CopiaDue anni fa, più o meno in questo periodo, una domenica mattina mi fiondo al mercatino della fuffa. Non quello pettinato e leccato per turisti che si fa una volta al mese. No, quell’altro, con le carabattole per terra sui cartoni, a metà tra il raduno dei ricettatori della zona e il mercatino delle pulci. Vado mirata alla ricerca di qualcosa: il banchetto di uno svuotatore di cantine che la settimana precedente mi ha venduto il quaderno di un innamorato respinto di cui vorrei trovare il resto. Se c’è un resto. Non c’è il banchetto questa volta, però. Un po’ scocciata mi aggiro fra gli altri banchi, coperte, cartoni per terra, un po’ qui un po’ là, alla ricerca di qualcos’altro che mi consoli. Poi, appoggiato su una vecchia sedia a dondolo in mezzo ad altri mobili da rigattiere, vedo un volume pesante, tutto sgualcito e lacero. Mi basta un’occhiata. Faccio un altro giro, mi frugo nelle tasche, mi avvicino, sollevo la copertina. Sono due volumi in realtà, uno più smilzo, l’altro grosso: un tomo delle dimensioni di quelli della Treccani. Sorrido, faccio un cenno al venditore e ci provo: “Quanto?” Non è quello che vorrebbe vendere, vende mobili, quei due volumi fanno parte solo della scenografia. Li piglia in mano e li soppesa. “Tutti e due?” “Sì, tutti e due”. Li soppesa ancora: “Quindici”, mi dice, annoiato. Me li vende a peso. Tiro un sospiro di sollievo: ho venti euro in tasca. Li mette in una busta. “Mi metti anche i pezzettini di stoffa che sono per terra?” “Se li vuoi…”. Torno a casa con il mio tesoro tutto sporco appoggiato al petto.

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Eccolo qui il mio  tesoro. Uno è un quaderno di grandi dimensioni, con la copertina azzurra con intestazione a stampa “Corso di tessitura. Como”. La prima pagina riporta sotto lo stemma: “Regia Scuola di setificio in Como. Corso teorico-pratico di tessitura serale e festivo per gli operai. Biennio 1920 – 1921”. E poi il nome del proprietario.

Il secondo volume, quello grande e spesso quattro dita che mi ha attratto, non riporta alcuna indicazione sulla copertina, nè presenta pagine con intestazioni, ma è della partita dell’altro: dev’essere il libro di testo del corso della Scuola per tessitori. A pie’ di pagina si trova il fornitore: L.e R. Mazzoletti, Como. Il volume è curiosamente manoscritto, con alcune pagine a stampa rilegate assieme. Il grosso è costituito dalla presentazione dei tessuti di seta con una quantità di campioncini incollati in riquadri: un tripudio di colori, di fili, di orditi.

Ogni tanto mi rimiro le sete colorate, tessute in decine di modi diversi. Cerco di capire la collocazione dei compioncini staccati. Fantastico di far restaurare i due volumi, quando sarà. Oppure no: come esiste il fascino delle rovine, esiste quello dei fogli laceri. In fondo a me piace così. (Ermis )

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