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La storia l’ho trovata a Bergamo dentro un’arruffata eppur meravigliosa miscellanea (1), mentre passo in rassegna migliaia di documenti senza data. E’ una storia di quelle piccine picciò, talmente piccina e meschina da passare inosservata, se non fosse per la tragica evidenza che le dà la protagonista. Uno spaccato d’epoca, più eloquente di un saggio di mille pagine, eppure a suo modo una vicenda universale e paradigmatica.
“Eccellenza, ritrovandomi io Anna Maria Caiselli Mazzoleni, serva umilissima dell’Eccellenza Vostra, nel dopo pranzo di corrente giorno dedicato alla gloriosa memoria di Santo Tomaso Appostolo nella Chiesa parocchiale di Caprino, soffrij per lungo tempo, ch’essendo da altre Signore di quella Terra impedito il Banco di ragione della mia Casa, venisse pure parte di esso occupato da Lucia moglie di Francesco Pellegrini, del luogo di Costa comune di Formorone e di rustica condizione; quando finalmente espostosi il Santissimo Sagramento alla pubblica adorazione, né sapendo io dove collocarmi, Continua a leggere