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Nel 2011 credo, per altro lavoro che aveva richiesto lo spoglio di quotidiani d’epoca, ero incappata in due articoli degli anni Trenta che mi avevano attratto: la sparizione ai primi del Novecento di alcuni autografi di Napoleone dall’Archivio di Stato di Milano e il loro parziale e rocambolesco ritrovamento qualche tempo dopo. Ci avevo scritto su, divertendomi un mondo a sbrogliare la storia intricatissima e a raccontare i personaggi. Ci avevo scritto su per una pubblicazione seriosa, anzi seriosissima, proprio dell’ASMi. Non adatto e rifiutato e forse è meglio così: io scrivo ormai solo per amore mio, per leggere la storia secondo me. Di scientifico c’è il metodo, il tono è quello divertito e scanzonato di chi guarda alle carte per leggervi la vita (e i suoi misteri).
“Il maresciallo Gottardi ebbe un moto di stizza. “Allora, Jacojanni! Ti decidi a parlare? Gli altri dove sono?”.
L’operatore cinematografico Jacojanni Alvaro fu Giuseppe non fece – come si dice – un plissé. Con l’aria più innocente del mondo, appoggiato a una parete con una sigaretta penzolante dall’angolo della bocca, posò uno sguardo svagato sull’enorme catasta di giornali e vecchie riviste che ingombrava una parte della stanza. Poi un sorrisetto malizioso gli increspò le labbra. Continua a leggere