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Scolaresca_1Non le cerco apposta. Le fotografie di scuola si trovano dappertutto. Se c’è una tipologia di foto pressoché universale è questa. Tuttavia, quando ne trovo qualcuna la osservo con attenzione. A maggior ragione se risale ai primi del ‘900. Ho negli occhi quelle che ritraggono mio nonno e mia nonna bambini in un paesino della Sardegna: una montagna di ragazzetti impilati uno sull’altro in fila, i primi seduti, gli ultimi in fondo issati vai a sapere su cosa, vestiti come viene, spesso con stracci. Qualcuno scalzo in prima fila, nonoScolaresca_2stante l’inverno. E su tutto un odore di miseria da rimanere pietrificati. Quando una foto di scuola mi colpisce probabilmente è perché rivedo quelle dei miei nonni e provo le stesse sensazioni: un certo disagio e una pena infinita. Le prime due fotografie qui ritraggono la stessa classe in due anni diversi e vicini, probabilmente in un paesetto o un quartiere popolare. Appartenevano alla stessa persona. Alcuni dei bimbi sono vestiti poveramente, hanno il visetto smunto, triste o imbronciato. Non c’è la maestra. La foto li ritrae contro un muro, sempre lo stesso. Nient’altro. Appunto: nient’altro. Scolaresca_3La terza foto è diversa. Sembra presa in un contesto cittadino, borghese: la maestra, i bimbi seduti composti o perfettamente allineati, la bandiera… nessun visetto affilato, tutti puliti o almeno decenti, qualche sorrisetto persino. E anche qualche ammiccamento. Niente occhi sgranati. Forse qualcuno è di famiglia povera, ma non si nota. Il fotografo si è industriato in una bella composizione che annulla le differenze sociali, se pur ce ne sono. Mi capita di pensare a quanto sono diversi i bambini di oggi, figli del benessere, chi più chi meno. Chissà se lo sanno che sono fortunati.

(Ermis)