Queste fotografie non è stato difficile trovarle. Altro mercatino, più “pettinato”, un po’ esclusivo, fatto di anziani che si conoscono da una vita, scambiano e vendono memorie della “buonanima” e se non sei del giro ti guardano in cagnesco. Quando ci sono andata da sola mi sono sentita a disagio. In compagnia tra una chiacchiera e l’altra adocchio su un banchetto in bella vista un vecchio reportage. Sono più delle due foto che ho acquistato ma non posso permettermele tutte. Prendo quelle che costano meno e che, forse per chi le vende, sono meno belle e di valore delle altre, che presentano alcuni piani ravvicinati. Invece no: per paradosso le più belle, le più commoventi sono queste. Queste che sono corali. Che sia una cerimonia ufficiale è evidente. Che sia una memoria patriottica pure. Le foto sono tutte montate su un cartoncino con due fori in alto in cui passa un bindellino tricolore e sono numerate e datate: 2 settembre 1923.
La data però non mi dice granché. Con l’amico e collega che condivide con me queste scorribande le osserviamo: sono scattate a Milano, al cimitero Monumentale di cui si riconoscono gli inconfondibili fabbricati a bande di colore alterno. Si vede una folla fitta, assiepata sul piazzale in una giornata di pioggia. E carabinieri in grand’uniforme. E alcune bare coperte di fiori. A casa ci penso un po’, faccio qualche ricerca sul web, ma non salta fuori nulla. Un giorno mentre mi trovo alla Biblioteca Sormani me ne ricordo e provo. Corriere della Sera del 31 agosto 1923: “Altre salme che tornano dalla fronte [sic]”. E’ il Comitato per le onoranze ai caduti che avverte la cittadinanza che domenica 2 settembre si svolgerà sul piazzale del Cimitero Monumentale, alle 8.30 precise, “una cerimonia religiosa in celebrazione delle salme di caduti di guerra
che giungeranno dalla fronte”. Poi la tumulazione a Musocco. Segue l’elenco dei caduti, venti fra colonnelli e soldati, alcuni con medaglie al valore. Sul Corriere del 3 settembre, a cerimonia avvenuta: “Le salme degli eroi accolte dalla religiosa reverenza cittadina.” Si trattava del quinto gruppo di salme di caduti riportate a Milano dai campi di battaglia. Di queste foto mi piace la coralità. E mi piace la foschia sottile che mi pare di scorgere laggiù in fondo, dove ci sono gli alberi. E gli ombrelli e Milano stretta attorno ai suoi morti.
(Ermis)
Ciao Ermis, perchè non hai continuato dopo l’aprile del 2017?
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